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日志


2009/1/30

La follia religiosa

Parla Follia:

“[40] E' senza dubbio della mia pasta, invece, la schiera di quegli uomini che si divertono ad ascoltare o narrare storie di miracoli o di prodigi fantastici e non si stancano mai di ascoltare favole in cui si parla di eventi portentosi, di spettri, di fantasmi, di larve, degl'inferi, o di altre innumerevoli cose del genere. Quanto più la favola si scosta dal vero, tanto più volentieri ci credono, tanto più voluttuosamente le loro orecchie ne sono solleticate. (…) [41] Avete mai visto un devoto che sia scampato alla follia, che sia diventato di un pelo più saggio? (…) Tanto rigurgita ovunque di tali deliri tutta la vita di tutti i cristiani (…). [53] Quanto ai teologi, forse meglio farei a non parlarne, evitando di suscitare un vespaio e di toccare quest'erba puzzolente, perché, altezzosi e litigiosi come sono, non abbiano ad assalirmi a schiere con centinaia di argomenti, costringendomi a fare ammenda. Se mi rifiutassi, mi accuserebbero senz'altro di eresia, questo essendo il fulmine con cui di solito atterriscono chi non gode le loro simpatie. (…) Infatti devono a me quell'alta opinione di sè che li rende felici, come se il terzo cielo fosse la loro dimora, e li induce a guardare dall'alto in basso con una sorta di commiserazione tutti gli altri mortali, quasi animali che strisciano a terra (…).  Aggiungi sentenze così paradossali che i famosi oracoli stoici, detti appunto paradossi, sembrano al confronto luoghi comuni dei più rozzi e banali. Per esempio, che accomodare una volta la scarpa di un povero nel giorno del Signore è delitto più grave che strangolare mille uomini; che dire una volta tanto una sola bugia, per quanto piccina, è più grave che lasciare andare in malora il mondo intero con tutta la sua dovizia di cose utili e belle. (…) Nel frattempo, però, gli altri rimangono pieni di sè, addirittura si battono le mani. (…)Se poi qualcosa non coincide a capello con le loro conclusioni esplicite e implicite, come fossero i censori del mondo, ne impongono la ritrattazione e, come se parlasse l'oracolo, sentenziano: "Proposizione scandalosa"; "proposizione irriverente"; "questa odora di eresia"; "questa suona male". (…) A tal segno la loro testa è infarcita di una miriade di sciocchezze del genere che, secondo me, nemmeno quella di Giove era così gonfia quando, sul punto di partorire Minerva, chiese a Vulcano di tirare un bel colpo di scure. (…) A volte, anch'io rido del fatto che, quanto più il loro linguaggio è barbaro e rozzo, tanto più si credono grandi teologi, e in quel balbettare, comprensibile solo da un altro balbuziente, loro chiamano finezza d'ingegno quello che la gente non capisce. Negano infatti che sia compatibile con la dignità delle sacre lettere sottomettersi alle leggi della grammatica. (…) [54] (…)Non vedo che cosa potrebbe esserci di più miserando di loro, se non ci fossi io a soccorrerli in tanti modi. (…) In primo luogo ritengono che il massimo della religiosità consista nell'assenza di cultura, tanto da non sapere neppur leggere. (…) Dio immortale! come gesticolano! E come cambiano voce! E come canterellano! Come si spenzolano verso l'uditorio e come mutano espressione! come punteggiano tutto con urla! (…) Vi rendete conto, suppongo, di quel che mi deve questa specie di uomini, che esercitando tra i mortali una sorta di tirannia attraverso cerimonie da burla, ridicole sciocchezze e urla scomposte, si credono dei nuovi San Paolo e Sant'Antonio. (…)”

Erasmo da Rotterdam, 1514, L’elogio della Follia

2009/1/29

Negare l'evidenza...

Stavo amabilmente chiacchierando su Msn con una persona che tenta di "convertirmi" all'Evangelismo, quando... pur di non ragionare ha preferito negare l'evidenza... e cioè che le Cavallette hanno 6 zampe e non 4 come dice il Levitico!!!
 

Come chiunque può contare, la cavalletta qui sopra ha EVIDENTEMENTE 6 zampe e non 4.

La persona in questione ha tentato un'arrampicata acrobtica sui vetri spiegandomi che, poichè la Bibbia è perfetta, allora all'epoca del Levitico le cavallette avevano per forza 4 zampe e non 6, e che il paio in più sarà spuntato in epoca moderna.

Purtroppo per lei, nella Lista Gardier di tutti i geroglifici esistenti, nella sezione L al punto 4 c'è.. una cavalletta con 6 zampe!

Tale geroglifico risale al 3000 a.C., quindi ben prima del Levitico (scritto nel VIII a.C.) e ben prima di Mosè (che visse nel 1250 a.C. circa).

E, sempre purtroppo per lei, esistono anche fossili di cavallette dove si possono contare le zampette:

 

In quella di sinistra si vedono chiaramente le 3 zampe sul lato sinistro... quindi, 3 per lato= 6 zampe. I fossili sono del periodo dell'Oligocene, che si data dai 34 milioni ai 23 milioni di anni fa...

Il discorso era nato da una sua considerazione sul "dono delle lingue" che si riceve col "battesimo dello spirito": lei sa che chi lo riceve parla davvero tali lingue non perchè qualcuno le ha riconosciute o autenticate, ma perchè "così c'è scritto nel Libro Sacro" quindi, poichè tutto quello che tale libro è vero e perfetto, allora lo è anche tale "dono"... io le ho così citato il caso della cavalletta azzoppata dal Levitico e da qui la sua teoria sulla comparsa posteriore delle 2 zampe in più non citate dalla Bibbia.

Ricordo, infine, che il "dono delle lingue" è definito anche dal sito ufficiale degli evangelici (evangelici.net) come dono della "glossolalia"... probabilmente dio non lo ha detto loro, ma la glossolalia non è il dono di parlare delle lingue vere senza averle mai studiate, ma è parlare qualcosa che SEMBRA una lingua ma che in realtà non è niente se non un'accozzaglia di suoni emessi a caso che, in alcuni casi, ricordano delle lingue vere...

Un esempio: Casas venir dios aguanto levar... può sembrare spagnolo, ma sono solo parole a caso che ricordano epr assonanza alcune terminazioni spagnole!!!

Poveri loro....

2009/1/28

Il Gigante di Ferro

 

1958: un robot, dalle proporzioni smisurate, viene ritrovato da un bambino piuttosto solitario, di nome Hogarth. I due fanno subito amicizia. In realtà però il robot, ora braccato dal governo, è un'arma aliena spedita sulla Terra per distruggerla, ma in seguito ad un incidente la sua memoria è stata cancellata. Il rapporto con il bambino farà, poco alla volta, emergere una personalità umana e amichevole nel cuore metallico del gigante.

Curiosità: esiste una parodia di questo film fatta da Futurama, nell'episodio "Il gioco del se fossi" dove Bender immagina di essere alto 80 metri e Fry svolge il ruolo del bambino Hogarth.

 

 

Voto: 3,5

2009/1/21

Il Padrino parte II

 
Per tutti quelli che, ieri sera, non hanno capito una mazza o quasi della trama, eccone una dettagliatissima fornita da Wikipedia...
 

Il film, seguito del celebre Il padrino, segue due distinti filoni narrativi. Racconta infatti le vicende del giovane Vito Corleone e del suo successore, il figlio Michael, alla guida della malavita newyorkese.

Il piccolo Vito Andolini, nel 1901, assiste impotente al massacro della propria famiglia da parte del boss mafioso della città di Corleone, in Sicilia. Per salvarlo viene fatto emigrare a New York, dove per una svista anagrafica il suo cognome viene convertito in Corleone, essendo stato scambiato con il nome della sua città natale, e lavora onestamente presso il negozio di alimentari del Sig. Abbandando. A un anno dal suo matrimonio con Carmela e dalla nascita del suo primogenito, Sonny, Vito viene licenziato in favore del nipote di Don Fanucci, piccolo ma feroce boss di quartiere. Successivamente, si imbatte in Peter Clemenza e Sal Tessio, che divengono suoi amici e con i quali compie, per vivere, piccoli furti di tappeti e vestiti. Fanucci li ricatta a fine di estorsione, imponendo un alto tributo finanziario, ma il giovane Vito, fingendo di assecondarlo, lo uccide a colpi di pistola. Inizia così la sua ascesa nella criminalità, e in pochi anni diviene uno dei più importanti boss mafiosi di New York: egli controllerà il racket, il contrabbando di tabacchi e alcolici, la corruzione, la protezione, il gioco d'azzardo. Divenuto un potente e temuto signore del crimine, Don Vito ritorna a Corleone, e vendica i genitori uccidendo barbaramente il loro assassino.

Molti anni dopo, nel 1959, il figlio Michael guida l'organizzazione criminale dei Corleone nel Nevada. Da molti anni è immerso in affari assai vantaggiosi nel campo del gioco d'azzardo del Nevada e nella Cuba corrotta del dittatore Batista, insieme ad altri malavitosi e a uomini d'affari prevalentemente statunitensi. Il ricco e potente capitalista ebreo Hyman Roth, guida del lucroso business in Cuba, trama per eliminare subdolamente Michael, riuscendo quasi nel suo intento mandando alcuni sicari nella villa di Tahoe, che vengono uccisi da un misterioso basista prima di essere catturati dagli uomini dei Corleone. Michael sospetta proprio di Hyman Roth, e si reca a Miami, dove vive, facendogli credere che dubita del proprio ex caporegime, ora boss a New York, Frankie Pentangeli, che da lungo tempo preme per avere il permesso di assassinare i fratelli Rosato, protetti da Roth. Nel frattempo, Tom Hagen assume il comando della Famiglia Corleone, e a nome di Michael organizza un piano per controllare Pat Geary, il senatore del Nevada che ha osato ricattare i Corleone. Manda Al Neri nel loro bordello di Las Vegas, sorprendendo il senatore a letto con una giovane squillo, che uccide, e tramortisce l'uomo. Geary, quando si sveglia, è in stato confusionale, e teme di essere stato lui il carnefice della ragazza. Tom Hagen si reca sul posto di persona, e gli suggerisce cosa fare: recarsi nella villa di Tahoe e proclamare il suo rispetto per i Corleone, unico mezzo per salvarsi la reputazione. Michael chiede a Pentangeli di fare la pace con i Rosato, con l'intento di smascherare il traditore all'interno della propria famiglia. Ma durante l'incontro con i Rosato, Pentangeli viene aggredito e tramortito, e viene indotto a credere che sia una mossa del doppiogiochista Michael. A Cuba, Michael scopre che il traditore è il fratello Fredo, il quale ha venduto a Johnny Ola, scagnozzo di Hyman Roth, alcune importanti informazioni sulle divisioni della famiglia e ha introdotto i sicari nella villa. Fallito il tentativo di eliminare Roth a Cuba, Michael torna negli Stati Uniti a seguito della presa del potere di Fidel Castro, dove affronta una commissione d'inchiesta senatoriale, dietro alla quale c'è Roth. La commissione accusa Michael avvalendosi delle delazioni del pentito Frankie Pentangeli, il quale viene però indotto a tacere al momento dell'interrogatorio dall'imprevista e inquietante presenza in aula del fratello, il boss siciliano Vincenzo Pentangeli, che fa scattare in lui la legge dell'omertà basata sull'onore mafioso. Assolto dalle accuse di associazione criminale, Michael trama la propria vendetta contro Hyman Roth, che fa uccidere all'aeroporto di Miami. Successivamente, spinge Frank Pentangeli al suicidio in cella, con la promessa di risparmiare la sua famiglia, e fa uccidere Fredo dal suo guardaspalle Al Neri sul lago Tahoe. Al termine del film Michael si ritrova solo nella villa sul lago: finito il processo la moglie lo ha lasciato, stanca di vivere in un ambiente criminale a lei estraneo.

 

Voto medio: 2,9

2009/1/20

...

 
 
Come Pesava Quello Zaino Sulle Spalle Per La Strada Della Scuola E La Maturità 
 Odiavo Ogni Professore Mi Illudevo Fosse Una Minaccia Alla Mia Libertà 
 Ed Ogni Sera Sopra Lo Schermo Vedevo Eroi Della Mia Età 
 E Io Di Certo Ero Diverso Ma Ci Credevo In Una Vita Come Al Cinema 
 
 Ma Qui Non È Così
Non C'è Il Lieto Fine
E Poi Il Buono Perde 
 
 I Tatuaggi Fanno Male Anni Dopo Che Li Hai Fatti
Ma Per Quello Che Ricordano 
 Hai Visto Amici Andarsene Prima Del Tempo E Sei Sicuro Che Dall'alto Ti Proteggano 
 E Intanto Aspetti Il Colpo Di Scena Quell'occasione Unica 
 Che Ti Sistema Ogni Problema E Lei Che Ti Completerà 
 
 Ma Qui Non E' Così 
 La Trama E' Inconsistente 
 L’Amore Non E' Mai Per Sempre 
 Lei Diceva "Non Lo So" 
 E Dopo Mi Stringeva Forte Ancora Un Pò
E Diceva Di Non Prenderla Così
"Nasce Cresce Poi Finisce" 
 E Se Tradisce Ti Sarà Chiaro Che 
 La Vita Non È Un Film 
 
 Ho Il Dubbio Che La Mia Generazione Muova Una Rivoluzione Immaginaria
Doveva Essere Un Tramonto E Il Bene In Trionfo Alla Fine Della Storia 
 
 Ma Qui Non È Così
L'immagine È Un Pò Scura
E Il Domani Fa Un Pò Più Paura

Lei Diceva "Non Lo So" 
 E Dopo Mi Stringeva Forte Ancora Un Pò
E Diceva Di Non Prenderla Così
 "Nasce Cresce Poi Finisce" 
 E Se Tradisce Ti Sarà Chiaro Che 
 La Vita Non È Un Film
 
Articolo 31

Chiesa e Sesso III

Continuiamo con i nostri studi sul Catechismo della Chiesa Cattolica. Dopo la prima parte sulle “Offese alla Castità” si arriva a 3 paragrafi dedicati all’omosessualità. Il lavoro è stato enorme, perché la Chiesa Cattolica produce a medie impressionanti centinaia di documenti ogni anno contro tale “problema”. Ho deciso di citare solo i più famosi e controversi, e di evitare le analisi delle dichiarazioni dei singoli preti, vescovi ecc per evitare di scrivere un trattato di mille pagine.

Buona lettura.

 

Castità e omosessualità

 

2357: “appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni” la Chiesa li condanna come “intrinsecamente disordinati”. La cosa “tragi-comica”, per iniziare, è il passo che il Catechismo cita come fonte per la condanna all'omosessualità: Gen 19,1-29. Tale passo narra di due angeli che vanno a Sodoma per salvare Lot e le sue figlie dall'imminente distruzione divina della città. Gli uomini della città vorrebbero abusare dei due stranieri (Gen 19, 5) ma Lot, da bravo diletto di dio, proclama “Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quello che vi piace (...) ” Gen 19, 8.  La storia si conclude in Gen 19, 33 e Gen 19, 35 con il padre che giace lui stesso con le due figlie per dare origini ai Moabiti e agli Ammoniti. Trovo sia un esempio topico da citare proprio contro l'omosessualità e non contro la violenza sulle donne, l'incesto, lo stupro di innocenti, la vendita delle donne, l'istigazione alla prostituzione e alla pedofilia, ecc...

Nel documento Persona Humana della Congregazione per la Dottrina della Chiesa del 1975, al paragrafo 8: La loro colpevolezza sarà giudicata (...). Secondo l'ordine morale oggettivo, le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile. Esse sono connotate (...) come gravi depravazioni e presentate, anzi, come la funesta conseguenza di un rifiuto di dio. Interessante è la definizione della morale come “oggettiva”, quando invece la morale si connota come “riconducibile a un ordine esclusivamente spirituale, con quanto ciò possa implicare di positivo o negativo; concernente il presupposto spirituale del comportamento dell'uomo, specialmente in rapporto con la scelta e il criterio di giudizio nei confronti dei due concetti antitetici di 'bene' e 'male'”. “Oggettivo” si definisce come “in modo immune da qualsiasi interferenza soggettiva o affettiva”, ma ovviamente un giudizio è soggettivo, in quanto “giudizio” trova il suo perfetto sinonimo in “parere” o “opinione”, dove il primo è definito come “atteggiamento motivato da una interpretazione o da un criterio di valutazione strettamente personale e soggettivo” e il secondo come “ interpretazione di un fatto o formulazione di un giudizio in corrispondenza di un criterio soggettivo e personale” (tutte le definizioni sono tratte dal Dizionario della Lingua Italiana Devoto-oli 2007). La morale quindi non è mai oggettiva, ma frutto di personali e mutevoli idee, impossibili quindi da assurgere a modelli immutabili di comportamento sociale.

Nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, al paragrafo 228, si cita  il Discorso al Tribunale della Rota Romana tenuto da Giovanni Paolo II nel 1999, in cui contro le coppie omosessuali si afferma che vi si oppone, innanzi tutto, l'oggettiva impossibilità i far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita (...). E' soltanto nell'unione fra due persone sessualmente diverse che può attuarsi il perfezionamento del singolo, in una sintesi di unità e di mutuo complemento psico-fisico (...) ”. Come dire che una coppia gay non si amerà mai, non si aiuterà, non si sosterrà reciprocamente, ecc... Le coppie gay sono “grave detrimento per il bene comune tanto che lo Stato, se approvasse tali unioni, entra in contraddizione con i propri doveri”, che io, ammetto, credevo fossero la tutela di tutti i diritti umani per ognuno dei suoi cittadini contro ogni tipo di discriminazione.

Nel documento Considerazioni Circa i Progetti di Riconoscimento Legale delle Unioni Omosessuali del 2003 emanato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l'omosessualità  è definita come “fenomeno morale e sociale inquietante. Si afferma poi che la verità naturale sul matrimonio è stata confermata dalla Rivelazione contenuta nei racconti biblici della Creazione, espressione anche della saggezza  umana originaria per la quale, ricordo io, il mondo è stato creato in 6 giorni, in cui i dinosauri sono stati tratti in salvo da Noè nella sua Arca e in cui gli esseri umani vivevano 900 anni concependo figli con le proprie madri. Certo, è una fonte talmente evidente, di così alta autorità e realtà che non ci resta altro da fare che chinare il capo e accettare tutti i miti ivi contenuti. Si prosegue con “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di dio sul matrimonio”. Finalmente si parla di matrimonio religioso, nel cui campo è vero che la Chiesa è l'unica autorità col diritto di legiferare.  Peccato che subito dopo il documento ricada nell'ambiente civile e laico scrivendo: “Laddove lo Stato assuma una politica di tolleranza di fatto (verso le unioni gay ...) sono perciò utili interventi discreti (...) come affermare chiaramente il carattere immorale di tali unioni e (...) bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male. (...) In presenza di riconoscimento legale delle unioni omosessuali (...) è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi forma di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste (...)”. Nonostante non siano assolutamente di sua competenza, la Chiesa vuole il predominio e il potere di legiferare anche sui matrimoni civili, imponendo allo Stato laico la tutela esclusiva delle proprie proposte religiose. Tenta ovviamente di dare giustificazione di tale ingerenza nel paragrafo successivo, il 6, intitolato Argomentazioni razionali contro il riconoscimento legale delle unioni omosessuali”. C'è bisogno di “considerazioni etiche precise (...) di ordine relativo alla retta ragione. (...) La legge civile non può entrare in contraddizione con la retta ragione (...). Ogni legge posta dagli uomini (...) è conforme alla legge morale naturale, riconosciuta dalla retta ragione, e in quanto rispetta in particolare i diritti inalienabili di ogni persona”. Si usa in modo arbitrario la definizione di “legge morale naturale”  e si afferma che lo Stato deve garantire “i diritti inalienabili di ogni persona”. Sarà meglio ricordare quali siano questi diritti della persona, in quanto sono stati codificati e sanciti nella Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani nel 1948. Al punto 1 si legge che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.”; al punto 2 si proibisce ogni forma di discriminazione; al punto 7 si dichiara che ogni essere umano è uguale davanti e nella legge; al punto 16 di annuncia che ogni essere umano ha il diritto di creare una famiglia, sposarsi ecc… senza alcun tipo di limitazione o discriminazione ( http://it.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo ). Purtroppo la Chiesa Cattolica non è d'accordo con questi diritti, perché, sempre in quel documento, dice che “le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali sono contrarie alla retta ragione perché conferiscono garanzie giuridiche (...) all'unione tra due persone dello stesso sesso. I diritti sì, ma solo a chi si adatta alla “legge morale naturale” della Chiesa, escludendo tutte le altre realtà umane che decadono a uno status non tutelato. Perché, si chiede la Chiesa, può essere contraria al bene comune una legge che non impone alcun comportamento particolare, ma si limita a rendere legale una realtà di fatto che (...) non sembra comportare ingiustizia verso nessuno”? Si deve distinguere tra il comportamento omosessuale come fenomeno privato da quello quale relazione sociale legalmente prevista. Questo “secondo fenomeno (...) finirebbe per comportare modificazioni all'intera organizzazione sociale in quanto la legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento delle percezioni di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione del'istituzione matrimoniale. Ora, diciamo, non è il Matrimonio Gay che svaluta il matrimonio, in quanto, stando agli ultimi dati, sono sempre più le coppie  che rigettano il matrimonio (soprattutto quello religioso) a favore della convivenza. Come sempre, la Chiesa si muove sulla linea della paura: se ammetto una cosa, tutto il resto si distruggerà. Se un “valore morale” è sbagliato si dovrebbe avere l'obbligo etico di modificarlo. L'abolizione della schiavitù modificò completamente tutta la società americana, facendo effettivamente perdere dei “valori morali” e sostituendoli con un nuovo valore ben migliore, quale l'uguaglianza di tutti gli uomini. Non mi sembra una cosa negativa... Si prosegue elencando quelle che pensano essere le motivazioni biologiche e antropologiche per negare le unioni gay: Esse non sono in condizione di assicurare adeguatamente la procreazione e la sopravvivenza della specie umana”, affermazione che va contro gli articoli 1, 2, 16 e 19 della Dichiarazione Dei Diritti umani  E poi, quante  coppie sterili esistono al mondo? Si vuole proibire anche a  loro di costituire una famiglia? Ogni donna e uomo che volesse sposarsi dovrebbe essere sottoposti a un controllo di fertilità?! Infine, non mi sembra che i gay non sposati si mettano a procreare per passare il tempo... sposati o meno, non genereranno mai figli nel senso tradizionale del termine.  Per tutte queste “motivazioni”, gli omosessuali decadono dall'essere Esseri Umani e perdono ogni diritto alla famiglia e alla propria autorealizzazione. Si prosegue con le motivazioni di ordine sociale, riassumibili nella seguente frase: “la società deve la sua sopravvivenza alla famiglia fondata sul matrimonio. Non sono riportate né fonti né studi al riguardo. Non c'è documentazione che io abbia trovato a sostegno di questa tesi. Antropologicamente parlando, ci sono miriadi di società che non fondavano la propria sopravvivenza sul concetto di famiglia tradizionale e sono sopravvissute fino ad oggi. Il documento rimarca, poi, che gli omosessuali non hanno diritto ai diritti: ”non si può invocare il principio (...) della non discriminazione di ogni persona. (...) Non sono infatti accettabili se sono contrarie a giustizia”. Prosegue con un elenco di altre motivazioni giuridiche (le coppie gay non garantiscono l'ordine delle generazioni), di ordine sociale, e di ordine legale (che bisogno c'è di legalizzarli se hanno vissuto sempre senza?!). Il testo conclude con un'esortazione ai politici cattolici a fare ostruzionismo contro le proposte di legge che tutelino le coppie omosessuali e il riassunto della posizione veramente umana e caritatevole che ha la Chiesa verso gli omosessuali.

L'ultimo documento che vorrei analizzare è stato redatto dal Pontificio Consiglio per la Famiglia nel 2000, e intitolato Famiglia, Matrimonio e Unioni di Fatto. Il documento attacca tutte le unioni di fatto in ogni loro forma (etero o meno, pacs, didore, ecc) e al capitolo 23 mette titolo  Gravità Maggiore dell'equiparazione del matrimonio alle relazioni omosessuali: Il matrimonio non può essere ridotto a una condizione simile a quella di un rapporto omosessuale, ciò è contrario al senso comune”, lo stesso “senso comune” che 50 anni fa giudicava i neri inferiori agli altri esseri umani o che 1000 anni fa considerava la terra piatta. Penso che questa del “senso comune” sia stata usata anche contro Galileo: “La terra non può girare attorno al sole perché è contrario al senso comune!!!”.

 

2358: se una persona manifesta tendenze omosessuali, deve “unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione. Difficoltà che, dico io, sono generate solo dalla concezione cattolica dell'omosessualità.

 

2359: “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità”. Come se tale concetto dovesse essere ripetuto di nuovo.

2009/1/17

Diego

Ieri notte un lastrone di ghiaccio ha fatto schiantare un'auto, qui, nelle mie zone.
Non ho fatto caso alla notizia, data dai Tg, eppure, su quella macchina, ho appena scoperto, c'erano tre miei amici... due sono morti, uno è in ospedale.
Uno di questi è stato il mio amore, il mio ragazzo quattro anni fa.
Io e Diego siamo stati insieme quattro anni fa.
Mi aveva consolato per settimane quando avevo rotto con un altro ragazzo.
Mi era venuto a prendere, nei geli dicembrini della brianza, dopo il corso di disegno per portarmi a mangiare i migliori panini dell'Adda.
Ci siamo dati il primo bacio sulle note di "Mi la dunna biunda la voeri no".
Mi ha insegnato a giocare a bibliardo al bar di Gabriele, un ragazzo piccolino ma bello, che è morto in quella stessa auto con lui..
Si è fatto convincere da me ad affrontare quella storica nevicata per portarmi a fare il mio tatuaggio, rimanendo impantanati per ore nella neve.
Lo filmavo e lo sfottevo mentre lacrimava durante il suo tatuaggio... grande e grosso com'era non accettavo che potesse soffrire più di me.
Gli ho insegnato ad andare in snowboard... e lui si era rotto il gomito.
Abbiamo festeggiato il Natale al bar di Gabriele, bevendo birra e aprendo i regali tutti insieme.
Gabriele mi aiutava a battere gli altri due al suo biliardo... uno di questi due è morto, l'altro è in ospedale.
Mi ha regalato il lettore Mp3 che ancora uso, delle magliette che adoro, una candela alla cannella.
Mi faceva provare la sua Harley e mi scorrazzava sui laghi andando piano, perchè avevo paura.
Ha tentato di convincermi per sei mesi a comprare gli stivali con la punta da Cow-Girl.
Mi ha fatto il cd che uso per tutti i viaggi in auto che faccio.
Era un ragazzo solido, quanto sensibile e accondiscendente...
 
Trovo sia inutile piangere, non serve a nulla.
Preferisco pensare a tutto quello che faceva e che mi faceva ridere, a tutte quelle cose per cui lo prendevo in giro.
Preferisco pensare a Gabriele mentre spillava le birre per noi tre e poi si sedeva a berle con noi, scoprendo il biliardo e difendendomi quando gli altri due dicevano che non sapevo giocare.
  
La sua canzone preferita: Stray Cat Strut
 
2009/1/14

SEsso e Chiesa II

Ecco la seconda parte dell'analisi sulle posizioni della Chiesa Cattolica contro il sesso e i vari derivati. In questo nuovo capitolo parleremo di come la Chiesa intenda la "castità" e come mai la Chiesa solleciti le turbe psichiche e psichiatriche dei suoi adepti con pratiche asessuali condannate da tutti gli psicologi e psichiatri del mondo... quali danni gravissimi provoca negli adolescenti sopratutto?